Sai davvero leggere la busta paga? I passaggi fondamentali per non farti fregare sullo stipendio

Leggere la busta paga non è facile se non conosci tutte le voci. Per non farti imbrogliare, ecco alcuni passaggi fondamentali da conoscere 

Quando si tratta di lavoro, una delle distinzioni più grandi è quella tra lavoro dipendente e lavoro in proprio. La prima categoria percepisce, solitamente, lo stipendio in busta paga e sottostà a un contratto che regolarizza i termini del lavoro stesso.

busta paga: ecco come leggerla
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Coloro che hanno un lavoro in proprio, invece, hanno solitamente una partita iva e creano un contesto lavorativo, secondo regole che seguono le direttive generali, ma rispecchiano anche quello che la persona vuole creare attraverso quell’attività.
 

Una volta che entriamo nel mondo degli adulti, siamo chiamati a scegliere tra queste due forme di lavoro e la decisione, solitamente, viene presa in base alla propria inclinazione. Se pensiamo al lavoro da dipendenti, ciò che ci viene alla mente è un senso di stabilità e sicurezza, che è più difficile riuscire a realizzare attraverso un lavoro in proprio. Motivo per cui la gran parte delle persone, nella gran parte dei casi, sceglie il lavoro da dipendente. 

Se anche noi facciamo parte di questa categoria, allora è bene imparare a leggere la busta paga, visto che sarà uno dei mezzi fondamentali attraverso cui ci verrà elargito il compenso per le nostre prestazioni lavorative.

Busta paga: ecco come leggerla passo passo per non farci fregare 

Saper leggere la propria busta paga, significa anche essere consapevoli di quelli che sono gli errori presenti, per poterli rettificare. 

busta paga: scopri come leggerla
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La prima cosa da sapere è che la busta paga si divide in tre parti fondamentali. Mentre nella prima parte sono incluse informazioni inerenti sia il datore di lavoro, che il dipendente, nella seconda e nella terza parte si hanno informazioni in merito al compenso in sé. 

La seconda parte della busta paga è il vero e proprio corpo del cedolino. Qui troviamo la retribuzione lorda di partenza, su cui viene calcolato il contributo IVS. Si tratta del contributo ai fini pensionistici, che include invalidità, vecchiaia e superstiti. Si applica una percentuale del 9,19%, tranne che per gli apprendisti, ai quali viene applicata una percentuale del 5,84%. 

Sempre in questa seconda parte viene anche specificata l’imposta sul reddito della persona fisica, che viene chiamato IRPEF. Questa imposta varia nella sua percentuale, in base agli scaglioni di reddito. Vi sono poi le addizionali comunali regionali, che sono diverse in base alla zona in cui si abita. La terza parte della busta paga, infine, è riepilogativa dell’anno.

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