JD Vance parla di alieni e li definisce “demoni”: tra fede, Ufo e politica, cosa c’è dietro le sue dichiarazioni.
JD Vance torna a parlare di Ufo e fenomeni inspiegabili, ma questa volta lo fa con un tono diverso. Non solo curiosità o interesse politico: il vicepresidente americano ha ammesso apertamente di essere “ossessionato” dagli alieni, arrivando a definirli “demoni”. Una scelta di parole che sposta il discorso su un piano più ampio, dove si intrecciano religione, cultura e percezione del mistero.

L’intervento, avvenuto durante il podcast Benny Show, non è passato inosservato. Vance ha spiegato che “ogni religione mondiale, incluso il cristianesimo, ha compreso che là fuori ci sono cose strane”, parlando di “esseri celesti che volano in giro” e di fenomeni difficili da spiegare con categorie tradizionali.
Tra religione e fenomeni inspiegabili: la chiave di lettura di Vance
Il punto più interessante delle sue dichiarazioni non è tanto l’esistenza degli alieni, quanto il modo in cui vengono interpretati. Secondo Vance, esiste una tendenza moderna a etichettare tutto ciò che è ultraterreno come “alieno”, mentre in passato queste stesse esperienze venivano inserite in una dimensione religiosa o spirituale.
È qui che entra in gioco il riferimento ai “demoni”. Non come provocazione, ma come tentativo di collegare il fenomeno Ufo a una tradizione millenaria di racconti e credenze. In altre parole, Vance suggerisce che ciò che oggi chiamiamo alieni potrebbe essere una rilettura contemporanea di qualcosa che l’umanità ha sempre percepito, ma con nomi diversi.
Non è la prima volta che il vicepresidente si espone sul tema. Già nell’agosto 2025, durante un’altra intervista, aveva parlato apertamente della sua ossessione per gli Ufo, promettendo di andare a fondo su alcuni episodi recenti, tra cui i misteriosi oggetti avvistati nei cieli del New Jersey nel dicembre 2024.
In quel caso, però, la spiegazione ufficiale è arrivata rapidamente: si trattava di droni autorizzati per scopi di ricerca e attività ricreative. Un dettaglio che ridimensiona il mistero, ma non spegne l’interesse.
Il contesto politico: tra disclosure e narrativa pubblica
Le parole di Vance si inseriscono in un clima politico in cui il tema Ufo è tornato centrale. A febbraio 2026, Donald Trump ha annunciato l’intenzione di rendere pubblici documenti governativi legati a fenomeni aerei non identificati e alla possibile vita extraterrestre.
Una mossa che punta a intercettare un interesse crescente dell’opinione pubblica. Negli ultimi anni, infatti, il dibattito sugli Ufo si è spostato da terreno marginale a tema discusso apertamente anche nelle istituzioni.
In questo contesto, le dichiarazioni di Vance assumono un doppio valore. Da un lato mostrano una posizione personale, quasi intima. Dall’altro contribuiscono a costruire una narrativa politica che riconosce l’esistenza di fenomeni non ancora pienamente spiegati.
Anche altri esponenti dell’amministrazione americana hanno affrontato il tema con serietà. Già nel 2023, l’attuale segretario di Stato Marco Rubio aveva parlato della possibile esistenza di programmi segreti legati al recupero di velivoli non identificati, citando testimonianze dirette di funzionari governativi.
Resta però una linea sottile tra interesse legittimo e suggestione. La stessa conversazione tra Vance e l’intervistatore, che ha evocato Roswell con toni quasi ironici, mostra quanto il confine tra informazione e immaginario sia ancora sfumato.





