Fibonacci nella natura, Fibonacci nella matematica e ora anche nella finanza. Ecco come la serie numerica sta aiutando con successo il mondo del trading.
Chi glielo avrebbe mai detto a Leonardo Bonacci, detto il Fibonacci, il grande matematico vissuto tra il Cento e il Duecento, che la sua intuizione sarebbe non solo sopravvissuta ad intere ere di sviluppo scientifico e tecnologico, ma avrebbe addirittura sostenuto una logica squisitamente matematica del tutto sconosciuta all’uomo post anno Mille. Eppure, ecco che la sua invenzione più celebre, ossia la cosiddetta “successione di Fibonacci” è viva, insuperata, e al servizio delle nuove tecnologie.
La nota (sì, bene o male la conoscono direttamente o indirettamente tutti) successione è quella serie numerica che partendo da 1 si somma lo stesso numero (quindi, 2); il risultato si somma col numero precedente; e dunque: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89 ecc. E così via, all’infinito. Da questo concetto, si è estrapolata la celebre rappresentazione grafica della Spirale di Fibonacci, la cui forma è conosciuta sin dall’antichità e che gli storici dell’arte (come dagli antichi Greci in poi) riconducono alla cosiddetta “sezione aurea” in pittura, scultura e architettura. Come se si fosse scoperta la chiave della Bellezza, della perfezione secondo Madre Natura.
Nel senso estetico della Natura, Fibonacci è nel pistillo di un fiore, nella conchiglia di un Nautilus (da cui è ripresa la forma della sezione aurea), nella forma di una galassia. In cucina, è presente nelle sembianze di natura vettoriale di un broccolo romanesco. Ovviamente, l’aspetto matematico, nella sua complessa logica che caratterizza le sue premesse non poteva non interessare un settore altamente tecnologico come l’informatica.
In fondo, l’esponenzialità come concetto, è ravvisata dall’andamento di moltiplicazione dei dati prodotti dai server; seguono lo stesso andamento, sebbene nessuno sappia quale sia il limite di conservazione di tutte queste informazioni. Le basi di questa matematica non potevano essere ignorate dal mondo delle criptovalute e dalle sue modalità altrettanto esponenziali di guadagno.
Ecco dunque che le Estensioni di Fibonacci entrano a piè pari nel trading, complici di straordinarie operazioni di profitto. Note come i Ritracciamenti di Fibonacci, esse sono state oggetto dell’intuizione di Elliott, negli anni Ottanta, il primo a isolare una correlazione tra sequenza e andamento del Dow Jones. Ancora, Pesavento individua le Pattern Recognition. La serie più elementare, nota al trading, è la seguente: 23.6%, 38.2%, 50%, 61.8%, 78.6%, 100%. I livelli attuali, invece, sono: 100%, 1.414% 161.8%, 200% e 261,8% ecc.
I bitcoin, nel grafico Weekly, si attestano all’estensione 1.414%, toccando un valore di 38.582 dollari (stabile da circa un mese). Anche al ribasso, secondo il grafico daily di Ethereum, l’ipotesi di break out si è concretizzata a massimi annuali di 2.140 dollari. Un’idea inequivocabile dell’incredibile potere rivalutativo delle criptomonete. Finché il prezzo attraversa livelli di estensione, è molto probabile che da uno si sposti al successivo. Per gli esperti, l’importante è individuare il giusto vettore di valutazione.
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